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La domanda, per chi legge dell’allevamento in artificiale, sorge spontanea: perché?

Le risposte possono essere svariate, io ovviamente vi descrivo la mia esperienza in base alle mie constatazioni, alle mie esigenze, alla mia esperienza. Avendo coppie particolarmente prolifiche, avrei rischiato di esaurire il loro ciclo vitale in breve, e di vederle precipitare in negativo le loro aspettative di crescita e di vita…e allora da qui la scelta di provare e perfezionare questa alternativa.

Pesci particolarmente dediti alle cure parentali, secrezioni proteiche cutanee dispendiose per il metabolismo  e la deposizione stessa rappresentano il massimo stress per i nostri discus, anche se è sempre nella natura di ogni specie quella di riprodursi.

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Sfortunatamente in vasca l’orologio circadiano dei nostri amati si ferma su pochi cicli, non avendo a che fare con alcuna stagionalità e non avendo nessun nemico. La massima espressione pertanto che li riconduce alle origini è quella della procreazione. Dopo aver osservato i miei pesci, dopo una, due, tre riproduzioni consecutive, notavo un certo decadimento fisico. Da qui mi avventuro con un discreto successo con l’artificiale. Ricette tante..ma io vi dico la mia.

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Cosa serve?

  • Tanta pazienza

  • costanza e cura (sono le basi concettuali)

  • 2 piccoli contenitori bianchi tipo bacinelle da 2/3 litri

  • una figura rigida rotonda, che emuli la sagoma del discus adulto scurito classico del loro ‘momento’ riproduttivo

  • un areatore senza porosa a 1 bolla al secondo

  • blu di metilene

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– Come procedo:

dopo che la coppia ha finito di deporre somministro loro subito larve rosse di zanzara,  cosi riprende parte delle energie, mentre approfittando della distrazione della coppia, sottraggo il substrato con le uova.

 

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Vasca di comunità e di riproduzione hanno gli stessi valori

Se le uova sono sul cono prendo tutto il cono, altrimenti prendo un mini sifone del diamentro mezzo cm (0.5 cm), preparo un filtro di carta ( per filtrare i liquori)  sopra a un secchio .. e aspiro le uova.

In questa fase bisogna essere super delicati..i danni all’embrione produrranno malformazioni.

Successivamente si posano le uova nella bacinella bianca con già l’areatore acceso e si aggiunge 1 goccia di blu di metilene per 3 l.  Per portare a temperatura  la bacinella è consigliato  metterla praticamente ‘a bagnomaria’ in un’altra vasca alla temperatura di 30/31/32 gradi o  fare uso del classico termoriscaldatore, che non consiglio per gli eccessivi sbalzi che esso creerebbe. Meglio far dipendere da una vasca più grande la temperatura dei contenitori di larve.

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Qui è tutto chiaro: bacinella a bagno in una vasca “a temperatura, aeratore e blu i metilene

I miei esemplari adulti depongono di sera .. e se tutto va come da copione, dopo 30/33 ore (dipende molto dall’acqua, dalla temp ecc.. ) si vedono le ‘codine’.

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Al terzo giorno di nuoto libero

 

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Tips:

  • Le uova non fecondate dopo 3/5 ore diventano bianche (imbiancano)

  • altre attaccate da funghi diventano color arancio “sodo”, per poi “imbiancare” nell’ arco di 2 giorni

  • mentre quelle feconde dopo 19 ore iniziano a scurirsi e all’ interno si può notare un nucleo embrionale nero

 

quando sono codine non bisogna fare nulla: più è vivace il loro scodinzolare,  più sono forti e attive:  in natura se non scodinzolassero molto frequentemente, la coppia le mangerebbe ( segno distintivo che la coppia preferisce portare avanti SOLO prole sana ).

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-l’acqua: i valori costanti! Io mantengo 80/90 µs/cm  ma potrebbe arrivare benissimo a 150/100µs/cm; necessario farla stabulare almeno 3 giorni , ma attenzione: perché nella fase delicata del trasbordo delle uova, praticamente indifese e incustodite, anche la carica batterica che si può formare in fase di stabulazione potrebbe recare danni alla futura prole.

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Dopo sempre circa 30 ore di codine:  il nuoto libero ( di solito iniziano il nuoto libero il mattino del 6° giorno dalla deposizione), fase delicata in cui gli avannotti si devono andare ad attaccare alla sagoma scura su cui spalmeremo il nostro pastoncino.

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Il pastoncino sarà il loro alimento base per i primi 3/5 giorni, di vita larvale,  prima dei nauplii, e lo si somministra spalmandolo come gel sulla sagoma scura (vedi foto in alto) e si inizia in contemporanea al nuoto libero.

Ad ogni somministrazione, dopo qualche ora, un cambio di 0.5l con l’acqua nuova

rimettendo nuovamente il pastone e la volta successiva il cambio di 1 litro.  Prima di andare a letto un altro cambio.

 

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Notare che le larve/avannotti acquisiranno sempre di più sicurezza nel nutrirsi del pastoncino che spalmeremo sulla sagoma nera, e quando la loro voracità crescerà, il pastone si sfalderà e i cambi capirete che saranno indispensabili, frequenti e costanti. La raccomandazione più importante è di mantenere costanti i valori dei cambi, perché sbalzi chimico-fisici possono essere anch’essi scatenanti malformazioni nei piccoli avannotti.

Gestione intensiva: pastone 5 volte al giorno con 3 cambi totali; personalmente i cambi li faccio spostando i piccoli  da una bacinella all’ altra tramite una cannuccia: il cambio è perfetto in quanto anche sulle pareti dei piccoli contenitori possono annidarsi fastidiose colonie batteriche.

 

 

 

 

 

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il pastoncino:

ingredienti:

1 cucchiaino di spirulina, mezzo chucchiaino di granulato tutto in polvere, un tuorlo d’uovo, calcio, vitamine.

Si fa bollire l’uovo per 3 minuti, il giallo deve essere ancora gelatinosto. Lo si rovescia in una scodellina, si mettono 3 gocce di vitamine 1/5 di cucchiaino di calcio e si aggiunge gradualmente la spirulina e il granulato .. fino ad ottenere un gel abbastanza denso.

Si rovescia l’amalgama sopra la plastica trasparente tipo pellipak, e si fa tipo una mattonella spessa 0.3 cm e lo si conserva in freezer: all’ occorrenza si prende la porzione che serve e la si spalma sopra la sagoma

I pasti devono essere 5 al dì,  e dopo ogni pasto a distanza di 1 ora subito il cambio.

Ho notato che mettendo 1 goccia di vitamine al giorno le larve crescono meglio,  anche se sono contrario alle vitamine inutili . Nel caso della crescita artificiale che elude la crescita naturale, le vitamine danno con molta probabilità la spinta di crescita che serve, e che non hanno potuto assumere dai genitori.

Questa è la mia esperienza.

 

 

 

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Le esperienze sopra riportate risalgono al 2009-2010

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© tutti i diritti riservati – E’ severamente vietato copiare o riprodurre anche in parte foto e testi dell’articolo senza il consenso specifico dell’autore

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